Bando ai catastrofismi
Giulio Tremonti, autore di contributi pessimistici sull’ordine economico mondiale, inaugurando come ministro dell’Economia l’anno accademico della Scuola superiore della Guardia di Finanza, ieri ha detto che l’idea degli Eurobond è giusta e si sta facendo strada e che all’opposto, sta arrivando una dimensione della crisi che può essere catastrofica. Infatti ciò che si sta attuando è una soluzione simile agli Eurobond.
12 AGO 20

Infatti ciò che si sta attuando è una soluzione simile agli Eurobond. Si tratta di consentire al Fondo europeo di stabilità (Efsf) di acquistare sul mercato titoli degli stati dell’Eurozona e delle banche che li presentano come collaterali e di permettergli di finanziarsi emettendo obbligazioni, ossia bond in euro, sulla base del suo capitale fornito dagli stati membri.
Dunque un surrogato degli Eurobond, senza cui per Tremonti ci sarebbe una nuova crisi europea e mondiale, che si aggiungerebbe a quella da cui stiamo uscendo, ossia la “doppia V” evocata dai nuovi cavalieri dell’apocalisse economica. Adesso saremmo dunque sospesi in un dubbio lancinante: l’accordo che i capi degli stati europei e di governo raggiungeranno nel fine settimana sul Efsf sarà abbastanza simile agli Eurobond, per evitarci la catastrofe, oppure stiamo per fare l’ultimo ballo sul Titanic?
Ovviamente il vertice genererà un compromesso a passo di lumaca, date le divergenze fra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy: un debole direttorio autoreferenziale. Il nostro ministero dell’Economia farebbe meglio a criticarlo per le sue tergiversazioni, spronando a risultati concreti anziché dedicarsi al cupo decliniamo dopo avere mostrato, sino a qualche mese fa un ottimismo eccessivo, fondato per altro sulla solidità patrimoniale delle famiglie italiane.
Le famiglie italiane, bombardate dal pessimismo sulle sorti della nostra finanza pubblica e su quelle dell’euro, negli ultimi anni hanno ridotto la loro quota di titoli di stato nei loro impieghi di risparmio. Sarebbe il momento, al contrario, di operare con volenteroso vigore per la crescita rassicurando sul fatto che non c’è una catastrofe prossima ventura e che, con i tassi di interesse attuali, comprare i titoli di stato è un ottimo e lungimirante impiego del denaro, con o senza gli Eurobond.
Le famiglie italiane, bombardate dal pessimismo sulle sorti della nostra finanza pubblica e su quelle dell’euro, negli ultimi anni hanno ridotto la loro quota di titoli di stato nei loro impieghi di risparmio. Sarebbe il momento, al contrario, di operare con volenteroso vigore per la crescita rassicurando sul fatto che non c’è una catastrofe prossima ventura e che, con i tassi di interesse attuali, comprare i titoli di stato è un ottimo e lungimirante impiego del denaro, con o senza gli Eurobond.